CLIMA: Rendendoci testimoni del nostro consumo della Terra, Anthropocene - The Human Epoch è un ritratto planetario che fa spazio a ironia e meraviglia sfumate, anche mentre sollecita proteste morali.
Anders Dunk
Dunker è un filosofo norvegese e collaboratore regolare.
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2019


Fuoco, un muro di fuoco scoppiettante - come non l'hai mai visto. Fiamme estatiche, ipnotiche, feroci - come se potessi infilare la testa in una fornace e assistere da vicino alla distruzione finale, incolume, sicuro. È così che inizia il film, emozionante e sublime. Solo gradualmente possiamo confermare pienamente il nostro inquietante presentimento: che questa volta non siamo davvero spettatori, non per questo dramma, e che non siamo al sicuro - per niente.

All'inizio del film la cinepresa sorvola strati di rocce esposte all'aria, mentre la voce flemmatica di Alicia Vikander spiega il termine che dà il nome al film: il Antropocene, ricordandoci che il vero significato di questa epoca è geologico. I cambiamenti umani sul pianeta stanno avvenendo su una scala tale che, in linea di principio, potrebbero essere tracciati dai geologi tra milioni di anni. Il primo effetto del genere Anthropos potrebbe essere l'improvvisa estinzione di numerose specie di mammiferi nell'epoca del pleistocene, probabilmente a causa delle tecniche di caccia fin troppo efficienti degli esseri umani dell'era glaciale. Ciò accadeva anche prima che entrassimo nell'epoca dell'Olocene stabile e nell'era agricola e iniziassimo la nostra prospera, ma ugualmente pericolosa, espansione.

Una rottura radicale

Vista dal punto di vista della geologia, la denominazione proposta della nostra epoca attuale, l'Antropocene - incarnata dall'antropogenico cambiamento climatico - non riguarda la colpa morale, ma piuttosto quella di stabilire come effetti scientifici gli effetti planetari duraturi delle azioni umane. Eppure il film inizia con una scena più moralmente carica che può essere: tonnellate di tonnellate di zanne di elefante in camicia illegalmente che sono state confiscate dal governo keniota vengono ammassate faticosamente, preparate per essere bruciate in pubblico. I falò di avorio si comportano come una barricata ardente contro un futuro inaccettabile, e contemporaneamente come fari di angoscia, segnalando una rottura con il passato e lo sfruttamento eccessivo della natura che è andata avanti dai nostri inizi dell'età della pietra.

Distanza e intimità

Il trio che scrive e dirige il film non si assume completamente il compito di spiegare cos'è l'Antropocene, ma piuttosto utilizza il concetto di "epoca umana" come una cornice, all'interno della quale possiamo vedere noi stessi come siamo realmente: ...


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